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Nel calcio vince il più forte. Quasi sempre, almeno. Ma ci sono delle occasioni particolari in cui non basta avere in campo sei Campioni del Mondo, non basta poter contare su un duo di fuoriclasse stranieri, non basta chiamarsi Juventus e giocare contro un Torino tutto cuore e muscoli....
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Campionato 1982/83:
La storica rimonta che costò lo scudetto alla Juve
Neppure Eugenio Bersellini ha problemi. Ma la sua migliore formazione significa che Van de Korput è al suo posto e «Spadino» Selvaggi pure. Patricio Hernandez provoca: «Genzano e Vignola meglio di Platini». Il Toro punta a un posto Uefa. Spiega Renato Zaccarelli: «Dobbiamo vincere per questo e per far perdere lo scudetto alla Juve».
Parte forte il Toro, la Juve argina, affila il contropiede, ascolta la radio: al 9' Fiorentina-Roma 1-0. L'ovazione della curva Filadelfia spinge i bianconeri in gol. Il retropassaggio di Van de Korput è un suicidio: Pablito guizza, s'infila e fa l'1-0. Al 15' la Juve è a un punto dalla Roma (34-33). I
l pomeriggio bianconero promette dolcezze. Il Toro accusa. La Juve reclama due rigori e al 20' della ripresa Lo Bello la accontenta: Zaccarelli stende Boniek.
Batte Platini, Terraneo respinge, Platini riprende e segna. Pure la fortuna sembra bianconera, oggi. Rimontare 2 gol alla Mondial-Juve sembra un' impresa disperata. Più facile arrivare a piedi al Polo Nord. Armaduk trascina meglio di Van de Korput. E invece...
Torino, Stadio Comunale, 27 marzo 1983
Torino - Juventus 3-2
Reti: Rossi 15' (J), Platini 65' (J), Dossena 71' (T), Bonesso 72' (T), Torrisi 74' (T)
Torino: Terraneo, Van De Korput, Beruatto, Zaccarelli, Danova, Galbiati, Torrisi (al 78' Corradini), Dossena, Selvaggi, Hernandez, Borghi (al 59' Bonesso).
A disposizione: Longo, Rossi E., Bertoneri. All.: Bersellini.
Juventus: Zoff, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Bettega, Tardelli, Rossi, Platini, Boniek.
A disposizione: Bodini, Storgato, Furino, Marocchino. All.: Trapattoni.
Arbitro: Lo Bello di Siracusa.
Fonte: Adattamento testo di Luigi Garlando
E al TORO vennero quei CINQUE MINUTI...
Reagan sta lottando contro Andropov per gli Euromissili; Ambrogio Fogar contro il Blizzard, terribile vento artico; Sandokan contro gli inglesi su Rai 2.
Marzo 1983. Per lo scudetto lottano Roma e Juve. Domenica 26 marzo, 25ª giornata: i bianconeri, a -3, affrontano il Torino con ragionevoli speranze di avvicinare i giallorossi, impegnati a Firenze. La vigilia della Juve è serena. Forse troppo.
Zibì Boniek assicura: «Sarà più dura in coppa, contro il Widzew Lodz». Roberto Bettega è all'ultimo derby, finirà la carriera in Canada: «Vorrei salutare con un gol».
C'è ottimismo, forse troppo. «Ma no - spiega Giovanni Trapattoni -, mi piace questa attesa tranquilla. Dobbiamo educare i tifosi alla calma».
Trap recupera Brio e Paolo Rossi e può schierare la formazione migliore, cioè 6 campioni del mondo più Platini, Boniek e arte varia. La serenità del Trap si spiega.

Minuto 25: Galbiati strappa palla a Scirea, s'invola e crossa per Dossena che di testa batte Zoff. E' il primo squillo della carica, suonato dal migliore in campo: Beppe Dossena. Che a fine partita dirà: «Erano sicuri di sbranarci, non conoscevano il cuore del Toro».
Un tifoso granata affronta il c.t. Enzo Bearzot in tribuna: «Invece di chiamare i morti, convoca Dossena!» Il c.t., che prima del Mundial si era preso un ceffone da una beccalossiana, abbozza: «Lo richiamerò, certo. Io l'ho fatto debuttare...».
Minuto 27: Dossena per Beruatto che crossa da sinistra. Bonesso anticipa Brio e incorna. Trap se lo sbranerebbe quel ragazzo: viene dal Cusano Milanino... Alessandro Bonesso: «Per farvi un'idea della mia gioia, pensate che io sono "nato" al Filadelfia: a 14 anni passai dal Cusano alle giovanili del Toro. Vissi subito da raccattapalle lo scudetto del '75-76, a 17 anni esordii con Radice. Ho trascorso i momenti migliori del dopo-Superga, compresi gli incredibili 5 minuti del derby». Bersellini intanto punta il dito contro il cielo: "Lo dicevo che lassù qualcuno ci avrebbe ascoltato..."
Continua Bonesso: «Ora vivo in Romagna, terra di juventini, responsabile delle giovanili del Bellaria: i ragazzini mi chiedono sempre di quel gol. L'anno prima, a 20 anni, ne avevo

Immagini di quel pazzo derby: In alto, Terraneo e Rossi. Sopra: Platini e Van de Korput
fatti 8. Ma tutti ricordano solo quello. L'anno scorso a una riunione di allenatori a Forlì, ritrovai Trapattoni. Non ho più capelli, non mi avrebbe riconosciuto. Mi sono presentato. Mi ha detto: "Tu mi hai sempre rotto i coglioni...".
Avevo segnato anche nel derby dell'anno prima. E anche nelle giovanili facevo sempre gol alla Juve».
Il Toro non si ferma più: è Sandokan all'assalto degli inglesi che scappano. Minuto 30: Zaccarelli per Van de Korput che mette in mezzo. Sulla palla si avventa Fortunato Torrisi, che da piccolo tifava Roma. Alla Maratona piace anche perché dipinge quadri naïf e rimanda al ricordo di Gigi Meroni e della sua mansarda in piazza Vittorio.
Fortunato Torrisi: «All'andata avevamo perso male, qualche juventino aveva infierito. Invece della vendetta ci siamo trovati sotto di 2 gol, con Tardelli e Cabrini che si sorridevano sicuri di aver già vinto. Recupero palla in difesa, salgo, mi butto sul cross di Van de Korput, al volo: se non avesse picchiato terra, Zoff ci sarebbe arrivato. Ringrazio Bersellini che mi sostituì: vedere quel Toro scatenato da fuori è stato uno spettacolo. Non si era fermato, cercava il 4-2. Dal campo non avevo avuto la giusta percezione di tanto furore. Quel gol mi ha segnato la vita».
La Roma rimediò un 2-2 a Firenze e si portò a + 4. A fine derby, il Trap era furioso: «Addio scudetto! Narcisisti! Cercavano il bel voto sul giornale, i miei!» Claudio Gentile era elettrico: «Si è spenta la luce e nessuno riusciva a trovare l' interruttore».
Michel Platini ebbe un déjà vu: «Come a Siviglia, quando stavo battendo la Germania 3-1».
Roberto Bettega disse le stesse cose che avrebbe detto Marcello Lippi dopo una rimonta di 3 gol in un derby: «Certe cose accadono una sola volta nella vita». Almeno due, quindi. Il giorno dopo, Bettega registrò la sua trasmissione televisiva «Caccia al 13» e gli toccò sorridere all'ospite: Eugenio Bersellini. Paolo Rossi invece battezzò suo figlio: Alessandro. Come Bonesso.
Giampiero Boniperti aveva lasciato il Comunale alla fine del primo tempo. A casa telefonò all'Avvocato: nessuno dei due voleva credere a quanto aveva raccontato Ameri per radio.
Già. Incredibile. Dino Zoff, che aveva resistito per un'eternità al Brasile di Zico, si era arreso 3 volte in 5 minuti al Toro di Van de Korput. E ha ragione Renato Zaccarelli quando spiega: «Dire 3 gol in 5 minuti non rende l'idea. Bisogna pensare: gol, palla a loro, la riprendiamo, gol, palla a loro, la riprendiamo, gol. Tutto in soli 5 minuti».
Molti juventini di allora hanno rimosso. Come Antonio Cabrini: «Non ricordo nulla di quella partita, mi spiace». Gli altri continuano a non darsi spiegazioni. Sergio Brio: «Non dovevo giocare: pubalgia. Prima dell'inizio il professor Pizzetti mi fece un'infiltrazione, ma faticai: ricordo bene come mi anticipò Bonesso. Ma è inutile cercare spiegazioni razionali per quei 5 minuti assurdi. Quello fu un anno maledetto. Il derby anticipò la Juve di Atene: incapace di reagire davanti all'Amburgo di Magath».
Chi cerca spiegazioni irrazionali, più o meno diaboliche, consideri che direttore generale di quel Torino era Luciano Moggi...



Alessandro Bonesso
Le Immagini di quel memorabile Derby: