Italia, la vittoria della sofferenza
Le Pagelle
Il Tabellino

27 giugno 1998 - Marsiglia
ITALIA - NORVEGIA  1-0
Reti:   Vieri (I) al 18' p.t.
Italia:  Pagliuca; Costacurta, Bergomi, Cannavaro; Moriero (Di Livio dal 17' s.t.), Albertini (Pessotto dal
27' s.t.), Di Biagio, D.Baggio, P.Maldini; Vieri, Del Piero (Chiesa dal 32' s.t.).  Allenatore C.Maldini
Norvegia: Grodas; Berg, Eggen, Johnsen, Byornebye; H.Flo (Solskjaer dal 28' s.t.), Mykland, Rekdal,
Leonhardsen (Strand dal 12', Solbakken dal 39' p.t.), Riseth; T.A.Flo.  Allenatore: Olsen
Arbitro: Heynemann (Germania) 
Vince l' Italia di Vieri e Pagliuca
di Gianni Mura - La Repubblica del 28/06/1998

Nel gioco del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, Cesare Maldini direbbe sempre che è mezzo
pieno. E' un ottimista. Ieri ha visto una bellissima partita, e mi fa molto piacere per lui. L' Italia l'ha
vinta 1-0. Con pieno merito e con gol del solito Vieri. Quattro partite, 5 gol. Sempre più bravo,
sempre più utile (come Pagliuca, e anche Di Biagio). Sui fatti non si discute. I fatti dicono che l'Italia è
già fra le prime otto del Mondiale e il 3 luglio a St. Denis incontrerà la Francia, sempre che il
Paraguay non faccia miracoli. Più di così, personalmente, non avrei mai osato chiedere.

Lasciando da parte il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, ci si può divertire (dopo una partita così
noiosa divertirsi è quasi obbligatorio) spostando una parolina, un ma. Italia bruttina ma vincente.
Italia vincente ma bruttina. Da Marsiglia  in poi, solo vincere contava, alla faccia del golden gol o
morte improvvisa, alla faccia dei rigori, alla faccia di tutto. Obiettivo raggiunto. Se l'Italia è stata
bruttina la Norvegia è stata bruttissima, assai peggiore di quanto l'avevo descritta alla vigilia. Per
entrambe le squadre, l'attenuante è di un caldo africano, da savana. Come in America, già dopo
cinque minuti i giocatori chiedevano da bere. Non sono orari, né temperature che propiziano lo
spettacolo. Nemmeno Italia-Norvegia, peraltro.

La Norvegia ha il 4-5-1 annunciato, ma forse da oggi qualcuno dovrà dire al signor Olsen che i
computer non sono tutto. Forse Berg è avanzato diciotto volte nella zona di Maldini figlio per il cross,
ma se non è capace di crossare è tutto inutile. Così come è inutile un centrocampo a cinque con le
caratteristiche dell'alce. Unica eccezione, una specie di folletto mediterraneo in quella adunata di
tronconi biondi, Mykland. Che infatti già alla vigilia aveva annunciato che questa sarebbe stata la sua
ultima partita, perché lui non si diverte a giocare come vuole Olsen. E ha perfettamente ragione. Né
quelli che giocano né quelli che guardano possono divertirsi a questo calcio da ruminanti, che pure ha
consentito al signor Olsen di avere la squadra imbattuta per 17 partite e 17 mesi.

Non è superstizioso e gli è andata bene, perché se Del Piero avesse infilato almeno una delle
quattro palle-gol capitategli sul piede il risultato parlerebbe più chiaro e forte. Lenta e sgraziata
dietro, lenta e impacciata in mezzo, lenta e poco pratica in attacco, dove T.A.Flo ha svariato sulle
fasce, azzeccando da centravanti un colpo di testa dove è stato molto bravo Pagliuca, la Norvegia
non è stata davvero nulla di speciale. Sapendo di averlo scritto in anticipo, non posso considerare
questo 1-0 un'impresa titanica. è un risultato logico, che poteva essere più largo se Del Piero avesse
avuto più mira e se la Norvegia avesse collaborato scoprendosi un po' nel tentativo di rimontare.

Non avendolo fatto la Norvegia, per lunghi tratti i nostri difensori si sono passati la palla, la
conquistasse chi stava sotto di un gol, ma ai norvegesi di pressare non è mai passato per la testa, si
vede che il computer non vuole. In questa atmosfera sonnolenta e appiccicosa va segnalato (si era
sullo 0- 0 dopo otto minuti) un annuncio dell'altoparlante col microfono dato in mano ad un autentico
fregnone, che in un italiano stentato ha sillabato: "Si invitano i tifosi italiani di non comportarsi
come uligani o saranno trattati come uligani". Annuncio pericoloso, immotivato e in una certa
misura provocatorio. I tifosi italiani, come quegli altri, sudavano (non freddo) e aspettavano il gol.

Non c' è riuscito H. Flo, respinta di Pagliuca, c' è riuscito Vieri al 18' su lancio perfetto di Di Biagio.
L'Italia ringrazia e mette il risultato in cassaforte. Può rimpolparlo al 36' (testa di Dino Baggio su
corner, blocca Grodas), può rimpolparlo con Del Piero (29' ,41' e 47' pt, 21' st). La Norvegia ha due
sole occasioni, di testa: Berg al 46' pt, fuori, e T. A. Flo al 26' st, parato. Anche i numeri, insomma,
danno ragione a Maldini. L' Italia non ha incantato ma ha rischiato pochissimo.

Cannavaro va lodato per lo spirito di sacrificio, più che per l'elevazione, ma Bergomi e Costacurta lo
hanno protetto il più possibile, mentre sulla loro destra (dove dovevano coprire Albertini e Maldini) i
norvegesi hanno avuto più iniziative, che solo una desolante, manifesta broccaggine ha smorzato ben
prima dell'allarme rosso. Per le mamme e i baggiofili dell' intera Italia e del continente tutto, la notizia
è che Maldini al posto di Del Piero non ha fatto entrare Dino Baggio ma Chiesa. E prima del
cambio ha avuto un battibecco con tifosi alle spalle della panchina che chiedevano Roberto Baggio .

E alla fine, al cronista Rai che gli chiedeva spiegazioni in diretta, ha risposto secco che erano affari
suoi. Essere così tesi dopo una vittoria non è un buon segnale. E poi Maldini ammetterà, che se ci
sono 25 milioni di persone attaccate alla tivù per guardare l'Italia, questi sono anche affari loro, nostri,
di tutti, e non solo suoi. Ad ogni modo, raramente ho visto partite più brutte in un Mondiale, in un
Europeo e anche in un campionato italiano. Da buon patriota, attribuisco il 70% delle responsabilità
alla Norvegia. Per il restante 30 fate voi.
PAGLIUCA 7,5
Ancora una parata provvidenziale che mette in salvo l'1-0. E' questa e' stata una di quelle parate che
danno la dimensione del grande portiere: freddezza, prontezza di riflessi e scatto. E poi ha
continuato a tenere a bada le tante teste che sbucavano come funghi nella sua area. Determinante
come Vieri.
COSTACURTA 6
Un pomeriggio abbastanza tranquillo a passarsi e ripassarsi la palla con Bergomi e Di Biagio.
Soltanto nel finale, quando e' entrato in campo Solskjaer, ha dovuto darsi da fare.
BERGOMI 6,5
Primo tempo senza problemi e sbavature. Prendeva Tore Andre Flo quando entrava in area e si
preparava a colpire di testa. E' stato sorpreso una sola volta e ci ha pensato Pagliuca. Sembra
giochi da sempre in questa squadra.
CANNAVARO 7,5
Marcatura azzeccatissima nonostante i tanti centimetri di altezza che lo dividono da T.A.Flo. Palla a
terra ha sempre anticipato l'avversario annullandolo. Poi si e' esaltato e ci ha salvato da parecchie
situazioni intricate.
MORIERO 5,5
Ci aspettavamo di piu' dalla sua partita. Contro un avversario piu' potente, avrebbe dovuto osare di
piu' lo sfondamento veloce, invece dalla sua parte son venuti pochi suggerimenti alle punte. Resta
comunque un elemento fondamentale.
DI LIVIO 6
Entra nella ripresa, prendendo il posto di Moriero, e si mette diligentemente al servizio della
squadra.
ALBERTINI 5
Comincia a destra, poi viene dirottato a sinistra perche' Mykland opera su questo settore, ma lo
perde spesso di vista. Non e' uomo da marcatura stretta e soprattutto non e' in forma. Gli riesce
solo un bel lancio a Del Piero. Ma da lui si pretende molto di piu'. Sostituito a meta' della ripresa.
PESSOTTO s.v.
Gioca una ventina di minuti al posto di Albertini: ingiudicabile.
DI BIAGIO 7
Stupendo il lancio che proietta Vieri al tiro dell'1-0. Poi s'impadronisce del centrocampo con grande
autorita'.
DINO BAGGIO 6,5
Cresce con il passare dei minuti. Con Vieri e' l'unico ad avere la meglio con i norvegesi sul gioco
aereo. Prova anche a dare profondita' all'azione gettandosi in avanti.
MALDINI 6,5
Primo tempo un po' in difficolta' contro H. Flo, poi cresce di tono e sicurezza e nella ripresa domina
la sua zona anche se e' costretto ad arretrare.
VIERI 7
Capocannoniere del mondiale e questo e' gia' un grande attestato di merito. Sta rinverdendo la
tradizione dei nostri centravanti da Paolo Rossi e Schillaci, sui quali per ora e' in netto vantaggio di
gol. Un gioiello la sua rete, oltretutto determinante come le altre che ha gia' realizzato in questo
mondiale.
DEL PIERO 5
Ha fallito tre occasioni da gol, ma cio' sembra la conseguenza di una sua ridotta tonicita' che veniva
fuori anche nei complicati controlli di palla, nella difficolta' nel saltare l'uomo e di tirare con potenza.
Speriamo che il tempo lavori a suo favore. L'Italia, per andare avanti, non puo' fare a meno del
miglior Del Piero.
CHIESA s.v.
Gioca un quarto d'ora. Ingiudicabile.
Storie di Calcio  • email info@storiedicalcio.it
il FOOTBALL come lo abbiamo SOGNATO e AMATO
Se è solo il risultato, a contare, questa è la cronaca facile di una vittoria ipotecata un attimo dopo il
quarto d' ora di gioco e rimasta contenuta nei numeri per la scarsa vena di Del Piero. Ma se si vuole
guardare un passo oltre, soprattutto in proiezione quarti (e quindi, verosimilmente Francia), il
racconto della partita è quello di una sofferenza lunghissima, prologo inquieto della partita che sarà,
tra sei giorni, allo stadio Saint-Denis. Italia utilitarista e sveglia, capace di schiodare la partita dal
pareggio proprio nel momento in cui la Norvegia quasi accennava a giocare.

Un gol nato e vissuto secondo un copione già abbondantemente sperimentato, addirittura identico
alla prima azione della partita, quando Vieri, lanciato da Di Biagio, aveva fallito di un soffio
l'aggancio col piede destro. Schema ripetuto al 18', con palla recuperata dal romanista e lanciata in
verticale sul centravanti, accompagnato con gentilezza nella sua percussione da Eggen, fino al
momento di battere a rete, incrociando benissimo, di destro, con l'incolpevole Grodas battuto.

Intanto, Olsen aveva richiamato Leonhardsen per immettere Strand, mossa che induceva Maldini a
cambiare le posizioni di centrocampo: per Albertini, appena il tempo di riassaporare il piacere di
giocare nel proprio ruolo (centrale, di fianco a Di Biagio), e subito lo spostamento a sinistra, proprio
come con il Camerun: ancora una partita in salita, per il milanista, nella posizione evidentemente
sbagliata di marcatore decentrato, a fronte del peperino Mykland.

Il tempo di essere felici per il gol segnato, e Cannavaro sbaglia l'intervento sul temutissimo Flo:
traversone del centravanti a uso e consumo di Strand, aiutato a cadere in area dalla manata potente
di Dino Baggio. L'arbitro Heynemann non batte ciglio. Ancora Strand in passerella: palla recuperata
a centrocampo e servita a Havard Flo: troppo morbido, il tocco dell' esterno, per impensierire
Pagliuca. Si ripete in chiusura di tempo, il portiere, neutralizzando con l'aiuto di Berg il pallonetto
dolce, gratuitamente lussuoso, di Del Piero. Italia perfino più brutta, nel secondo tempo: lunga,
sfilacciata, perfino in imbarazzo davanti alla più farraginosa macchina da gioco del Mondiale. Il tutto,
con una serie di giocatori - Maldini, Moriero, lo stesso Vieri - in chiaro difetto di condizione.

Dopo un'ora di gioco, Maldini richiama il vago Moriero per inserire Di Livio. Subito dopo, Del
Piero mette a lato di un palmo, su lancio di Albertini: tra fischi e lazzi, lo stadio si riempie di cori
pro-Roberto Baggio. Maldini senior, inviperito, gira le spalle al campo e si mette a litigare con gli
spettatori più vicini (!). Così impermalosito, il ct, che quando lo juventino esce, al suo posto entra
Chiesa, lasciando Roberto Baggio a meditare in panchina.

Un attimo prima, Albertini aveva lasciato spazio a Pessotto. La Norvegia è a un passo dal
pareggio: sul cross di Mykland, Flo salta più alto di Bergomi ed è bravo Pagliuca a neutralizzare in
qualche modo il suo colpo di testa. Ultimo quarto d'ora da assalto al fortino, con l'Italia ancora e
sempre zoppa a sinistra, dove Maldini junior fatica da morire e Chiesa s'improvvisa marcatore. I
colpi di testa di Cannavaro, al centro, ricordano le respinte epiche di Pino Wilson. Quando
Heynemann fischia la fine, la quota italiana del Vélodrome tira un lunghissimo sospiro di sollievo:
archiviata la pratica Norvegia, da oggi è già ora di pensare alla Francia, se Francia sarà.

Licia Granello- La Repubblica del 28/06/1998
italia-norvegia-1998-1268649 italia-norvegia-1998-1293374 italia-norvegia-1998-1295279
italia-norvegia-1998-1637050 italia-norvegia-1998-1637277 italia-norvegia-1998-51657334
italia-norvegia-1998-51657335 italia-norvegia-1998-52919489 italia-norvegia-1998-52924975
italia-norvegia-1998-52925103 italia-norvegia-1998-52925111 italia-norvegia-1998-52925136
italia-norvegia-1998-52925149 italia-norvegia-1998-82137957 italia-norvegia-1998-82137962
italia-norvegia-1998-95678183 italia-norvegia-1998-95678189 italia-norvegia-1998-95678201
specialemondiale98   ITALIA-NORVEGIA 1-0
sei qui: » rassegne doc » rassegne mondiali