specialemondiale98
ITALIA-NORVEGIA 1-0
 
Basta una rete per la promozione ai quarti di finale,  e ora sotto con la Francia
Italia, la vittoria della sofferenza
Le Pagelle
Il Tabellino
Vince l' Italia di Vieri e Pagliuca
di Gianni Mura - La Repubblica del 28/06/1998

Nel gioco del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, Cesare Maldini direbbe sempre che è mezzo pieno.
E' un ottimista. Ieri ha visto una bellissima partita, e mi fa molto piacere per lui. L' Italia l'ha vinta 1-0. Con
pieno merito e con gol del solito Vieri. Quattro partite, 5 gol. Sempre più bravo, sempre più utile (come
Pagliuca, e anche Di Biagio). Sui fatti non si discute. I fatti dicono che l'Italia è già fra le prime otto del
Mondiale e il 3 luglio a St. Denis incontrerà la Francia, sempre che il Paraguay non faccia miracoli. Più di
così, personalmente, non avrei mai osato chiedere.

Lasciando da parte il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, ci si può divertire (dopo una partita così
noiosa divertirsi è quasi obbligatorio) spostando una parolina, un ma. Italia bruttina ma vincente. Italia
vincente ma bruttina. Da Marsiglia  in poi, solo vincere contava, alla faccia del golden gol o morte
improvvisa, alla faccia dei rigori, alla faccia di tutto. Obiettivo raggiunto. Se l'Italia è stata bruttina la Norvegia
è stata bruttissima, assai peggiore di quanto l'avevo descritta alla vigilia. Per entrambe le squadre, l'attenuante
è di un caldo africano, da savana. Come in America, già dopo cinque minuti i giocatori chiedevano da bere.
Non sono orari, né temperature che propiziano lo spettacolo. Nemmeno Italia-Norvegia, peraltro.

La Norvegia ha il 4-5-1 annunciato, ma forse da oggi qualcuno dovrà dire al signor Olsen che i computer
non sono tutto. Forse Berg è avanzato diciotto volte nella zona di Maldini figlio per il cross, ma se non è
capace di crossare è tutto inutile. Così come è inutile un centrocampo a cinque con le caratteristiche dell'alce.
Unica eccezione, una specie di folletto mediterraneo in quella adunata di tronconi biondi, Mykland. Che infatti
già alla vigilia aveva annunciato che questa sarebbe stata la sua ultima partita, perché lui non si diverte a
giocare come vuole Olsen. E ha perfettamente ragione. Né quelli che giocano né quelli che guardano possono
divertirsi a questo calcio da ruminanti, che pure ha consentito al signor Olsen di avere la squadra imbattuta
per 17 partite e 17 mesi.

Non è superstizioso e gli è andata bene, perché se Del Piero avesse infilato almeno una delle quattro
palle-gol capitategli sul piede il risultato parlerebbe più chiaro e forte. Lenta e sgraziata dietro, lenta e
impacciata in mezzo, lenta e poco pratica in attacco, dove T.A.Flo ha svariato sulle fasce, azzeccando da
centravanti un colpo di testa dove è stato molto bravo Pagliuca, la Norvegia non è stata davvero nulla di
speciale. Sapendo di averlo scritto in anticipo, non posso considerare questo 1-0 un'impresa titanica. è un
risultato logico, che poteva essere più largo se Del Piero avesse avuto più mira e se la Norvegia avesse
collaborato scoprendosi un po' nel tentativo di rimontare.

Non avendolo fatto la Norvegia, per lunghi tratti i nostri difensori si sono passati la palla, la conquistasse chi
stava sotto di un gol, ma ai norvegesi di pressare non è mai passato per la testa, si vede che il computer non
vuole. In questa atmosfera sonnolenta e appiccicosa va segnalato (si era sullo 0- 0 dopo otto minuti) un
annuncio dell'altoparlante col microfono dato in mano ad un autentico fregnone, che in un italiano stentato ha
sillabato: "Si invitano i tifosi italiani di non comportarsi come uligani o saranno trattati come
uligani". Annuncio pericoloso, immotivato e in una certa misura provocatorio. I tifosi italiani, come quegli
altri, sudavano (non freddo) e aspettavano il gol.

Non c' è riuscito H. Flo, respinta di Pagliuca, c' è riuscito Vieri al 18' su lancio perfetto di Di Biagio.
L'Italia ringrazia e mette il risultato in cassaforte. Può rimpolparlo al 36' (testa di Dino Baggio su corner,
blocca Grodas), può rimpolparlo con Del Piero (29' ,41' e 47' pt, 21' st). La Norvegia ha due sole occasioni,
di testa: Berg al 46' pt, fuori, e T. A. Flo al 26' st, parato. Anche i numeri, insomma, danno ragione a
Maldini. L' Italia non ha incantato ma ha rischiato pochissimo.

Cannavaro va lodato per lo spirito di sacrificio, più che per l'elevazione, ma Bergomi e Costacurta lo
hanno protetto il più possibile, mentre sulla loro destra (dove dovevano coprire Albertini e Maldini) i
norvegesi hanno avuto più iniziative, che solo una desolante, manifesta broccaggine ha smorzato ben prima
dell'allarme rosso. Per le mamme e i baggiofili dell' intera Italia e del continente tutto, la notizia è che Maldini
al posto di Del Piero non ha fatto entrare Dino Baggio ma Chiesa. E prima del cambio ha avuto un
battibecco con tifosi alle spalle della panchina che chiedevano Roberto Baggio .

E alla fine, al cronista Rai che gli chiedeva spiegazioni in diretta, ha risposto secco che erano affari suoi.
Essere così tesi dopo una vittoria non è un buon segnale. E poi Maldini ammetterà, che se ci sono 25 milioni
di persone attaccate alla tivù per guardare l'Italia, questi sono anche affari loro, nostri, di tutti, e non solo suoi.
Ad ogni modo, raramente ho visto partite più brutte in un Mondiale, in un Europeo e anche in un campionato
italiano. Da buon patriota, attribuisco il 70% delle responsabilità alla Norvegia. Per il restante 30 fate voi.
27 giugno 1998 - Marsiglia
ITALIA - NORVEGIA  1-0
Reti:   Vieri (I) al 18' p.t.
Italia:  Pagliuca; Costacurta, Bergomi, Cannavaro; Moriero (Di Livio dal 17' s.t.), Albertini (Pessotto dal 27' s.t.), Di Biagio, D.Baggio, P.Maldini; Vieri, Del Piero (Chiesa dal 32' s.t.).  Allenatore C.Maldini
Norvegia: Grodas; Berg, Eggen, Johnsen, Byornebye; H.Flo (Solskjaer dal 28' s.t.), Mykland, Rekdal, Leonhardsen (Strand dal 12', Solbakken dal 39' p.t.), Riseth; T.A.Flo.  Allenatore: Olsen
Arbitro: Heynemann (Germania)
PAGLIUCA 7,5
Ancora una parata provvidenziale che mette in salvo l'1-0. E' questa e' stata una di quelle parate che danno la
dimensione del grande portiere: freddezza, prontezza di riflessi e scatto. E poi ha continuato a tenere a bada
le tante teste che sbucavano come funghi nella sua area. Determinante come Vieri.
COSTACURTA 6
Un pomeriggio abbastanza tranquillo a passarsi e ripassarsi la palla con Bergomi e Di Biagio. Soltanto nel
finale, quando e' entrato in campo Solskjaer, ha dovuto darsi da fare.
BERGOMI 6,5
Primo tempo senza problemi e sbavature. Prendeva Tore Andre Flo quando entrava in area e si preparava a
colpire di testa. E' stato sorpreso una sola volta e ci ha pensato Pagliuca. Sembra giochi da sempre in questa
squadra.
CANNAVARO 7,5
Marcatura azzeccatissima nonostante i tanti centimetri di altezza che lo dividono da T.A.Flo. Palla a terra ha
sempre anticipato l'avversario annullandolo. Poi si e' esaltato e ci ha salvato da parecchie situazioni intricate.
MORIERO 5,5
Ci aspettavamo di piu' dalla sua partita. Contro un avversario piu' potente, avrebbe dovuto osare di piu' lo
sfondamento veloce, invece dalla sua parte son venuti pochi suggerimenti alle punte. Resta comunque un
elemento fondamentale.
DI LIVIO 6
Entra nella ripresa, prendendo il posto di Moriero, e si mette diligentemente al servizio della squadra.
ALBERTINI 5
Comincia a destra, poi viene dirottato a sinistra perche' Mykland opera su questo settore, ma lo perde spesso
di vista. Non e' uomo da marcatura stretta e soprattutto non e' in forma. Gli riesce solo un bel lancio a Del
Piero. Ma da lui si pretende molto di piu'. Sostituito a meta' della ripresa.
PESSOTTO s.v.
Gioca una ventina di minuti al posto di Albertini: ingiudicabile.
DI BIAGIO 7
Stupendo il lancio che proietta Vieri al tiro dell'1-0. Poi s'impadronisce del centrocampo con grande autorita'.
DINO BAGGIO 6,5
Cresce con il passare dei minuti. Con Vieri e' l'unico ad avere la meglio con i norvegesi sul gioco aereo. Prova
anche a dare profondita' all'azione gettandosi in avanti.
MALDINI 6,5
Primo tempo un po' in difficolta' contro H. Flo, poi cresce di tono e sicurezza e nella ripresa domina la sua
zona anche se e' costretto ad arretrare.
VIERI 7
Capocannoniere del mondiale e questo e' gia' un grande attestato di merito. Sta rinverdendo la tradizione dei
nostri centravanti da Paolo Rossi e Schillaci, sui quali per ora e' in netto vantaggio di gol. Un gioiello la sua
rete, oltretutto determinante come le altre che ha gia' realizzato in questo mondiale.
DEL PIERO 5
Ha fallito tre occasioni da gol, ma cio' sembra la conseguenza di una sua ridotta tonicita' che veniva fuori
anche nei complicati controlli di palla, nella difficolta' nel saltare l'uomo e di tirare con potenza. Speriamo che
il tempo lavori a suo favore. L'Italia, per andare avanti, non puo' fare a meno del miglior Del Piero.
CHIESA s.v.
Gioca un quarto d'ora. Ingiudicabile.
Storie di Calcio  • email info@storiedicalcio.it
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Se è solo il risultato, a contare, questa è la cronaca facile di una vittoria ipotecata un attimo dopo il quarto
d' ora di gioco e rimasta contenuta nei numeri per la scarsa vena di Del Piero. Ma se si vuole guardare un
passo oltre, soprattutto in proiezione quarti (e quindi, verosimilmente Francia), il racconto della partita è
quello di una sofferenza lunghissima, prologo inquieto della partita che sarà, tra sei giorni, allo stadio Saint-
Denis. Italia utilitarista e sveglia, capace di schiodare la partita dal pareggio proprio nel momento in cui la
Norvegia quasi accennava a giocare.

Un gol nato e vissuto secondo un copione già abbondantemente sperimentato, addirittura identico alla
prima azione della partita, quando Vieri, lanciato da Di Biagio, aveva fallito di un soffio l'aggancio col piede
destro. Schema ripetuto al 18', con palla recuperata dal romanista e lanciata in verticale sul centravanti,
accompagnato con gentilezza nella sua percussione da Eggen, fino al momento di battere a rete, incrociando
benissimo, di destro, con l'incolpevole Grodas battuto.

Intanto, Olsen aveva richiamato Leonhardsen per immettere Strand, mossa che induceva Maldini a
cambiare le posizioni di centrocampo: per Albertini, appena il tempo di riassaporare il piacere di giocare nel
proprio ruolo (centrale, di fianco a Di Biagio), e subito lo spostamento a sinistra, proprio come con il
Camerun: ancora una partita in salita, per il milanista, nella posizione evidentemente sbagliata di marcatore
decentrato, a fronte del peperino Mykland.

Il tempo di essere felici per il gol segnato, e Cannavaro sbaglia l'intervento sul temutissimo Flo:
traversone del centravanti a uso e consumo di Strand, aiutato a cadere in area dalla manata potente di Dino
Baggio. L'arbitro Heynemann non batte ciglio. Ancora Strand in passerella: palla recuperata a
centrocampo e servita a Havard Flo: troppo morbido, il tocco dell' esterno, per impensierire Pagliuca. Si
ripete in chiusura di tempo, il portiere, neutralizzando con l'aiuto di Berg il pallonetto dolce, gratuitamente
lussuoso, di Del Piero. Italia perfino più brutta, nel secondo tempo: lunga, sfilacciata, perfino in imbarazzo
davanti alla più farraginosa macchina da gioco del Mondiale. Il tutto, con una serie di giocatori - Maldini,
Moriero, lo stesso Vieri - in chiaro difetto di condizione.

Dopo un'ora di gioco, Maldini richiama il vago Moriero per inserire Di Livio. Subito dopo, Del Piero
mette a lato di un palmo, su lancio di Albertini: tra fischi e lazzi, lo stadio si riempie di cori pro-Roberto
Baggio. Maldini senior, inviperito, gira le spalle al campo e si mette a litigare con gli spettatori più vicini (!).
Così impermalosito, il ct, che quando lo juventino esce, al suo posto entra Chiesa, lasciando Roberto
Baggio a meditare in panchina.

Un attimo prima, Albertini aveva lasciato spazio a Pessotto. La Norvegia è a un passo dal pareggio: sul
cross di Mykland, Flo salta più alto di Bergomi ed è bravo Pagliuca a neutralizzare in qualche modo il suo
colpo di testa. Ultimo quarto d'ora da assalto al fortino, con l'Italia ancora e sempre zoppa a sinistra, dove
Maldini junior fatica da morire e Chiesa s'improvvisa marcatore. I colpi di testa di Cannavaro, al centro,
ricordano le respinte epiche di Pino Wilson. Quando Heynemann fischia la fine, la quota italiana del
Vélodrome tira un lunghissimo sospiro di sollievo: archiviata la pratica Norvegia, da oggi è già ora di pensare
alla Francia, se Francia sarà.

Licia Granello
La Repubblica del 28/06/1998
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