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Secondo match per gli azzurri: Italia Norvegia 1-0. In dieci, per molti minuti anche in nove (infortuni a Signori, Dino Baggio e Maldini): l'Italia entusiasma quando la speranza è diventata un'ipotesi.
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Espulso Pagliuca, fuori Baggio, rotto Baresi:
ma l'altro Baggio batte la Norvegia
L'Italia forza 10
si scatena

L'Italia parte bene. Un tuffo di Casiraghi in area, su lancio millimetrico di Roberto Baggio, fa gridare al rigore (spinta eventuale di Bohinen), poi c'è un tiro da lontano, sempre di Roberto Baggio, che sfiora la traversa di un niente. Olsen cambia in continuazione: Flo torna a destra e Rushfeld a sinistra. Sono mosse che non incidono nelle manovre italiane, perchè, intanto, Benarrivo scende gia' un paio di volte lungo la fascia. Una punizione di Signori, mal calciata, prelude all'occasione, che viene da angolo (13'): Berti si alza per un colpo di testa, forse un pò lento, ma a fil di palo. Thorstvedt si allunga agile per tutta la sua lunghezza e devia. Gioca forte Casiraghi che provoca grande movimento davanti, soprattutto sui palloni alti.
La migliore Italia possibile rischia di frantumarsi subito, al 21', quando non scatta il fuorigioco a causa di Benarrivo e Leonhardsen si presenta solo davanti a Pagliuca che gli esce incontro, scivolando fuori dall'area e ribattendo, in caduta, con una mano. Espulsione calvinista, sul filo del regolamento. Sacchi, per mettere in porta Marchegiani, toglie Roberto Baggio.
Scelta penalizzante, dolorosa e, forse, foriera di polemiche, però a suo modo logica. Casiraghi è l'unico fisicamente a poter impegnare i difensori avversari e qualsiasi altra soluzione svantaggerebbe settori vitali, come il centrocampo se, per esempio, Dino Baggio arretrasse anche solo di dieci metri. Così esce Roberto e sembra tutto assurdo.
Però l'Italia possiede un'anima, è irrorata dal sangue, sostenuta dai muscoli. Cresce Albertini, e sembra impossibile a chi lo ricorda solo cinque giorni prima.
Cresce Berti, va a immolarsi su ogni contrasto Casiraghi, ingiustamente ammonito dall'arbitro per una mini protesta. Pessimo arbitro, questo è sicuro. Prima inventa due falli a favore dell' Italia che non esistono, poi risarcisce i norvegesi con altrettante decisioni che fanno arrabbiare Sacchi.
La ripresa comincia così male che peggio non si può: intanto, sembra spezzato il furore agonistico che per un tempo aveva sostenuto l'Italia e, dopo 4', si infortuna Franco Baresi.

E' profittando della sua assenza che la Norvegia costruisce un' occasione da gol: Flo, da destra, crossa per la testa di Jakobsen (sostituto di Rushfeld) che schiaccia a terra. Palla di poco alta. Entra Apolloni, Costacurta assume la posizione di Baresi. L'Italia sembra perdere smalto e vigore.
Eppure, dopo una decina di minuti, tornano a essere gli azzurri a dominare il campo. Le iniziative più efficaci vengono da Signori, a sinistra, e non a caso, al 23' , il gol nasce da una punizione che il laziale si procura.
Sulla parabola, arcuata, vanno in grappolo: Dino Baggio stende Thorstvedt con una sassata secca.
Potrebbe addirittura raddoppiare l'Italia con Signori (slalom fra tre e conclusione a fil di palo), prima di dover chiudersi per forza. S'infortuna proprio Signori, ma resta in campo.
Esce, esausto, Casiraghi ed entra Massaro, terzo cambio consentito avendo sostituito il portiere.
Alla mezz'ora si ferma Dino Baggio, cinque minuti dopo Maldini che sta fuori tre minuti, poi ritorna e va in mezzo con una vistosa fasciatura alla caviglia, Massaro va dietro.
Italia a piovra, si chiude ogni varco, Albertini finalmente prende tutti i rinvii, anche se non tutti li gestisce al meglio.
La Norvegia segna con Rekdal, il contestatore, quando mancano quattro minuti al fischio, ma l'arbitro vede giusto un mani in mischia.
E' finita? No, non finisce mai questa straordinaria, disumana sofferenza. Finisce al 90', sull'ultima uscita di Marchegiani.
E' Italia, ancora.

23-6-1994, New York (MO)
Italia-Norvegia 1-0
Rete: 69’ D. Baggio
Italia: Pagliuca, Benarrivo, P. Maldini, Albertini, Costacurta, F. Baresi (49’ Apolloni), Berti, D. Baggio, Casiraghi (68’ Massaro), R. Baggio (21’ Marchegiani), Signori. Ct: A. Sacchi.
Norvegia: Thorstvedt, Håland, Björnebye, Mykland (81’ Rekdal), Berg, Bratseth, Flo, Leonhardsen, Fjörtoft, Bohinen, Rushfeldt (46’ Jakobsen). Ct: E. Olsen.
Arbitro: Krug (Germania).
Le Pagelle
Il Tabellino
La rete di Dino Baggio che ha deciso il match
Duello Bjørnebye-Berti
Pagliuca espluso, Sacchi toglie Baggio: è già polemica
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PAGLIUCA s.v.
Un Mondiale da piangere. Dopo il gol balordo subito contro l' Irlanda passa 21 minuti da disoccupato, mentre l' Italia è padrona del campo; poi il crack: deve uscire su Leonhardsen, fuori dall' area, e la valanga tocca con il braccio. L' arbitro pesca il cartellino rosso: mondo e Mondiale cadono addosso al portiere azzurro. |
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MARCHEGIANI 7
Sognava un giorno così dagli errori di Cagliari, contro la Svizzera. Partita perfetta: in dieci, contro i giganti, senza Baresi, Marchegiani da' sicurezza alla difesa. E a due minuti dalla fine salva la rete azzurra con una grande parata. |
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BENARRIVO 6,5
Olsen manda a intermittenza dalla sua parte Flo, che contro il Messico aveva giocato fisso sulla fascia opposta: è la mossa per sfruttare il gioco aereo. Benarrivo sceglie la via del coraggio: anzichè aspettare, avanza lui. |
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COSTACURTA 7
La Norvegia gli chiede ogni respiro. Prima è semplice controllo di Fjortoft; poi, in dieci, è costretto a chiudere spazi in più . Alla fine, con l' uscita di Baresi, mette mano alle responsabilita' di una difesa che non trema mai. Prova di concentrazione assoluta. |
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BARESI 6,5
Un fuorigioco perfetto dopo due minuti rassicura i compagni e da' la carica anche a lui. Urla e spinge, prima che i norvegesi vadano a vedere se ha in mano un poker o un bluff. E' il Baresi vero, fino a che lo mette k.o. un infortunio. |
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APOLLONI 6,5
Il discorso fatto per Marchegiani va ingigantito per lui. E stato la sorpresa tra i 22 convocati, viene da una squadra (il Parma) che pratica la difesa a cinque: fare il vice Baresi dovrebbe fargli tremare le gambe. E invece pare un veterano. |
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MALDINI 6,5
Controlla un pò Flo e un pò il giovane Rushfeld (185 cm per 83 kg, seconda presenza in nazionale), che Olsen ha preferito a "Mini" Jakobsen per cercare lo scontro fisico. Non è ancora al massimo, ma proprio per questo la sua gara è ancora più preziosa. E tiene il campo anche da zoppo. |
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BERTI 6,5
Con lui, Sacchi aveva sperimentato il 4 3 3, ora Berti trova un posto anche nel 4 4 2. E la dimostrazione che dentro gli schemi batte anche un cuore. Dopo 13 minuti grida al gol, poi mescola confusione e buone idee, come il Berti di sempre. |
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ALBERTINI 6,5
La delusione contro l' Irlanda non gli ha tolto il posto, ma all' inizio mina la sua tranquillita' . Parte male, contratto, poi si scioglie inaspettatamente in inferiorita' numerica, quando è chiamato a fare il centrale unico. |
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D. BAGGIO 7
Dal suo gol passa l' Italia, passa la partita tutta: un distillato di dedizione. E il sogno del bambino che andrebbe a letto abbracciato alla maglia azzurra. Sacchi gli appoggia sulle spalle il masso della partita e lui aggredisce sempre a centrocampo, diluendo nel grande impegno fisico i limiti di precisione. |
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SIGNORI 7
Torna a centrocampo, almeno all' inizio e sugli schemini da giornale. Poichè il calcio non è calciobalilla, Signori non rimane sulla stanghetta di ferro: si muove con i "tagli" che vuole Sacchi anche in fase offensiva. Con l' Italia in 10, rimpastata, canta e porta la croce. |
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R. BAGGIO s.v.
Ha promesso il vero Baggio e dopo sette minuti sfiora il gol: tiro appena alto. All'espulsione di Pagliuca, Sacchi gli chiede il sacrificio più grande: uscire dal campo. In quel momento forse anche dal Mondiale di cui doveva essere la stella. Baggio guarda stupefatto, porta le mani al petto: proprio io? |
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MASSARO 6,5
Porta esperienza, furbizia, una tranquillita' che ha costruito negli anni e che ora lo ricompensa. Determinante nel finale, a correre per tre, quando la fatica è diventata un macigno. Finisce da terzino e finisce la partita norvegese. |
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CASIRAGHI 7
E di nuovo titolare, sull'onda del ricordo (Portogallo-Italia e Italia-Scozia, le migliori gare della gestione Sacchi) ma anche sulla spinta della necessità . Deve sdoppiarsi: fare da torre ma anche ripiegare (prende Bratseth sui calci da fermo). Dà forza e coraggio sempre: Sacchi questo gli chiedeva. |
Giancarlo Padovan
Il Corriere della Sera del 24/06/1994