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La Coppa resta in Italia e a Milano. Sono infatti i nerazzurri di Helenio Herrera a raccogliere il testimone dai "cugini", che pure partecipano in quanto campioni in carica. La costruzione della Grande Inter è stata dura e laboriosa, il magnate del petrolio Angelo Moratti ha cambiato allenatori e campioni in serie, prima di trovare la formula giusta.

Col "Mago" Helenio Herrera in panchina e il geniale direttore Italo Allodi nella stanza dei bottoni è nata una squadra straordinaria, cui l'inattesa esplosione del giovane talento indigeno
L'uomo-simbolo
Sandro Mazzola

La finale di Vienna consacra definitivamente la stella di Sandro Mazzola, che si libera dell'etichetta di figlio del grande Valentino e prende a brillare di luce propria. A 14 anni è entrato nel vivaio dell'Inter e a 19 ha debuttato in prima squadra, segnando su rigore, nella partita contro la Juventus in cui Moratti, per protesta, aveva mandato in campo la Primavera. Sandrino, non ancora ventenne, diventa titolare inamovibile nella stagione del primo scudetto della Grande Inter e anzi il suo ingresso in pianta stabile in luogo di Maschio dà la svolta al campionato. Il suo ruolo non è più regista, ma interno di punta.
In questa posizione i suoi dribbling, la sua agilità, i suoi
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Coppa Campioni 1963/64
INTER
La coppia Herrea & Moratti sforna il primo trofeo nerazzurro
IL TABELLONE DELLA COPPA CAMPIONI 1963/64
Turno Preliminare Totale   Andata Ritorno Spareggio
Everton FC
AS Monaco
Haka Valkeakoski
FK Partizan
Gornik Zabrze
Dukla Praga

Lisburn Distillery FC
Lyn Oslo
Dundalk FC
Galatasaray SK
KF Partizani Tirana
Esbjerg fB
Standard Liegi
Dinamo Bucarest
Rangers FC
0 - 1
8 - 3
4 - 5
6 - 1
1 - 1
8 - 0
3 - 8
3 - 7
2 - 4
4 - 2
2 - 3
4 - 11
1 - 2
3 - 0
0 - 7
Inter FC
AEK Atene FC
Jeunesse d'Esch
Anorthosis Famagosta
FK Austria Vienna
Valletta FC
SL Benfica
Borussia Dortmund
FC Zürich

Ferencvárosi TC
Spartak Plovdiv
PSV Eindhoven
IFK Norrköping

SC Motor Jena
Real Madrid
0 - 0
7 - 2
4 - 1
3 - 0
1 - 0
6 - 0
3 - 3
2 - 4
0 - 3
4 - 0
1 - 0
3 - 4
1 - 0
2 - 0
0 - 1
0 - 1
1 - 1
0 - 4
3 - 1
0 - 1
2 - 0
0 - 5
1 - 3
2 - 1
0 - 2
1 - 3
1 - 7
0 - 2
1 - 0
0 - 6




2 - 1








Ottavi di Finale Totale   Andata Ritorno Spareggio
Górnik Zabrze
SL Benfica
Jeunesse d'Esch
Inter FC
Spartak Plovdiv
FC Zürich
(passa al sorteggio)
Dinamo Bucarest
IFK Norrköping
3 - 4
2 - 6
4 - 7
4 - 1
0 - 1
2 - 2
4 - 8
3 - 6
Dukla Praga
Borussia Dortmund
FK Partizan

AS Monaco
PSV Eindhoven
Galatasaray SK
Real Madrid
AC Milan
2 - 0
2 - 1
2 - 1
1 - 0
0 - 1
2 - 0
1 - 3
1 - 1
1 - 4
0 - 5
2 - 6
3 - 1
0 - 0
0 - 2
3 - 5
2 - 5





2 - 2
Quarti di Finale Totale   Andata Ritorno Spareggio
Dukla Praga
FK Partizan
PSV Eindhoven
Real Madrid
3 - 5
1 - 4
2 - 3
4 - 3
Borussia Dortmund
Inter FC
FC Zürich

AC Milan
0 - 4
0 - 2
1 - 0
4 - 1
3 - 1
1 - 2
1 - 3
0 - 2

Semifinali Totale   Andata Ritorno Spareggio
Borussia Dortmund
FC Zürich
2 - 4
1 - 8
Inter FC
Real Madrid
2 - 2
1 - 2
0 - 2
0 - 6

Finale
27 maggio 1964 - Prater Stadium, Vienna - Austria
   Vincitore:
INTER  F.C.
Inter FC 3 - 1 Real Madrid    
Giuliano Sarti
Tarcisio Burgnich
Giacinto Facchetti
Carlo Tagnin
Aristide Guarneri
Armando Picchi
Jair
Sandro Mazzola
Aurelio Milani
Luis Suárez
Mario Corso

Helenio Herrera
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11

All.
Vicente
Isidro
José Emilio Santamaría
Pachin
Ignacio Zoco
Muller
Amancio
Felo
Alfredo Di Stefano
Ferenc Puskás
Francisco Gento

Miguel Muñoz
   
Reti: 43' Mazzola 1-0, 61' Milani 2-0, 70' Felo 2-1, 76' Mazzola 3-1    
L'Inter finalista 1964 al Prater di Vienna
Sandrino Mazzola, figlio del grande Valentino, ha assicurato il completamene offensivo e anche il legame col grande passato del calcio italiano.

Il sorteggio non è benigno, i nerazzurri debuttano al "Goodison Park" di Liverpool contro l'Everton. Con una prova gagliarda Corso e compagni conservano lo 0-0 di partenza e passano poi il turno con una rete del folletto brasiliano Jair a Milano. Negli ottavi entra in gioco anche il Milan, che elimina agevolmente il Norrköping, mentre l'Inter ha la meglio sui francesi dell'AS Monaco, di ben altra pasta rispetto agli inglesi. Nei quarti si arena la corsa del Milan contro il redivivo Real Madrid, che mette al sicuro la qualificazione al Chamartin con un 4-1 protetto a San Siro con qualche trepidazione (0-2). Per l'Inter invece il doppio confronto con il Partizan si rivela meno ostico del previsto e il visto per la semifinale viene strappato comodamente.

Nel penultimo atto della competizione i nerazzurri si trovano opposti al Borussia Dortmund.
Al termine di una durissima battaglia in Germania l'Inter strappa un preziosissimo 2-2 agli assatanati tedeschi. A San Siro si risolve tutto per il meglio, Mazzola e Jair spingono l'Inter in finale. Ad attendere i nerazzurri al "Prater" di Vienna c'è il Real Madrid, che nonostante l'età avanzata dei suoi alfieri si è dimostrato uno schiacciasassi durante tutta la manifestazione: i grandi vogliono chiudere col canto del cigno.

A Vienna, nella magica cornice del Prater, l'Inter affronta la storia. Sulle gradinate, ci sono 20mila italiani, protagonisti di una delle prime "migrazioni di massa" del pallone. Helenio Herrera azzecca tutte le mosse: Tagnin francobolla Di Stefano, alla sua ultima partita in maglia bianca, Guarneri morde i garretti di Puskas, Facchetti blocca Amando, Burgnich spegne la velocità di Gento e in più Suarez arretra occupandosi di Felo. Bloccati gli uomini chiave, non mancano i campioni del gol: Mazzola con una doppietta strepitosa e Milani con l'acuto finale suggellano il risultato. Suarez, ex Barcellona, si prende la rivincita sui rivali di sempre, proprio come Herrera, che vide la propria stella tramontare in Catalogna dopo l'eliminazione patita nel 1960 contro il Real Madrid in semifinale.
scatti e la sua tecnica individuale vengono esaltati. Al Prater quando guida l'Inter alla conquista della Coppa Campioni non ha ancora compiuto i ventidue anni. L'epilogo di quella partita fu per lui esaltante: «La sensazione più bella di quella serata» ricorderà poi, «ancor più bella delle due reti che segnai, la vissi quando Ferenc Puskas a fine partita mi avvicinò con gli occhi lucidi per congratularsi e mi disse "Ho rivisto Valentino... "».
CLASSIFICA CANNONIERI COPPA CAMPIONI 1963/64
7 reti Vladimir Kovacevic [FK Partizan Beograd], Sandro Mazzola [Internazionale], Ferenc Puskas [Real Madrid]
6 reti Franz Brungs, Reinhold Wosab [Borussia Dortmund]
5 reti Alfredo Di Stefano [Real Madrid], Josef Jelinek, Rudolf Kucera [Dukla Praha], Pierre Kerkhoffs [PSV Eindhoven], Metin Oktay [Galatasaray SK]
4 reti Josè Altafini [AC Milan], Lucien Cossou [AS Monaco], Eusebio [Benfica SL], Milan Galic [FK Partizan Beograd], Jair Da Costa [Internazionale], Friedhelm Konietzka [Borussia Dortmund], Marcel Theis [AS La Jeunesse D"Esch], Bert Theunissen [PSV Eindhoven]
3 reti Amancio Amaro, Francisco Gento, Felix Ruiz, Ignacio Zoco [Real Madrid], Ferdinand Feller [FC Zurich], Piet Giesen [PSV Eindhoven], Manuel Pereira Serafim [Benfica SL]
2 reti Albert [Ferencvaros], Bajic [FK Partizan Beograd], Bertelsen [Esbjerg fB], Brizzi, Sturmer, Von Burg [FC Zurich], Corso [Internazionale], Douis, Skulapski [AS Monaco], Felo [Real Madrid], Kumpulampi, Peltonen [Valkeosken Haka], Langer, May [AS La Jeunesse D'Esch], Lodetti [AC Milan], Martinsson [IFK Norrkoping], Musialek [Gornik Zabrze], Pîrcalab, Tircovnicu [Dinamo Bucuresti], Simoes [Benfica SL], Stavrum [Lyn Oslo]
1 rete Bach [AS La Jeunesse D'Esch], Bahri, Tarik, Ugur [Galatasaray SK], Berg [Lyn Oslo], Brumovsky, Geleta, Masopust, Roder, Safranek [Dukla Praha], Brusselers, Verdonk [PSV Eindhoven], Buzek, Geyer [FK Austria Wien], Cebinac [FK Partizan Beograd], Christiansen, Frandsen [Esbjerg fB], Ciccolo, Milani, Suarez [Internazionale], Cross, Hasty [Dundalk], Cyliax, Emmerich, Rylewicz, Schmidt [Borussia Dortmund], Diev, Dishkov, Stoinov [Spartak Plovdiv], Djibrill [AS Monaco], Ellison, Hamilton, Kennedy [Distillery Belfast], Evaristo, Muller [Real Madrid], Fortunato, Rivera [AC Milan], Fratila, Nunweiler III, Petru [Dinamo Bucuresti], Kindvall, Nordqvist [IFK Norrkoping], Kokkinis [Anorthosis Famagusta], Kraja, Pano [Partizani Tirana], Leimgruber, Martinelli, Rufli [FC Zurich], Lentner, Lubanski, Pol, Szoltysik
[Gornik Zabrze], Nestoridis, Tasinos, Theofanidis [AEK Athens], Pilot [Standard CL Liege], Yauca [Benfica SL]
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