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ENZO BEARZOT fa il punto dopo i suoi viaggi di studio. L'operazione-mondiali è ormai entrata nella fase cruciale. O si va in Argentina o... si resta a casa. «Io sono ottimista — spiega il CT della Nazionale — perché sinora la tabella di marcia è stata rispettata in pieno».
— Ma è vero che temi di più la Finlandia dell'Inghilterra?
«L'Inghilterra è sicuramente più forte della Finlandia, ma l'incontro con la Finlandia per noi diventa importante, appunto perché viene prima di Wembley».
— Spiegati meglio.
«E' presto spiegato. Facendo un passo falso contro la Finlandia, dovremmo andare a Wembley per vincere! ».
— Mentre invece vincendo ad Helsinki...
«Non ci giocheremmo più tutto contro l'Inghilterra. Ossia potremmo andare a Wembley avendo a nostro favore due risultati su tre: la vittoria ed il pareggio ».
— E pareggiando a Wembley...
«Non dovremmo nemmeno stare più a guardare la differenza reti. Ad Helsinki, invece, la partita è difficile appunto perché dobbiamo tener conto del punteggio con l'Inghilterra»
— Ma è logico temere così tanto la Finlandia? Ad Helsinki vige ancora il dilettantismo.
«E' vero. L'unico professionista è Tolsa che gioca in Belgio. Ma contro l'Inghilterra non ha giocato e forse non giocherà nemmeno contro di noi. Però, se lo lasciano fuori, significa che hanno dei giocatori più bravi di lui ».
— A Genova ci hanno dato l'impressione di una squadra di dilettanti nel vero senso della parola.
«Io ho visto tutte le partite dei finlandesi in Italia e ti posso garantire che hanno continuato a migliorare. Ultimamente li ho rivisti ad Ankara contro la Turchia e ti assicuro che hanno dato spettacolo. Il punteggio di 2-1 è ingiusto, perché hanno stritolato gli avversari. Non ho mai avuto dubbi sul risultato finale».
— Però si trattava dei turchi...
«D'accordo. Ma non ti dimenticare che ad Helsinki abbiamo vinto con un rigore di Chinaglia, e a Roma hanno pareggiato una partita che meritavano di vincere. Quindi affrontare la Finlandia con la sicurezza di avere vinto in partenza potrebbe essere pericoloso ».
— Stai escogitando qualcosa di particolare per battere la Finlandia?
«L'ideale sarebbe affrontarli con il marcamento a zona. Purtroppo la zona non è patrimonio del campionato. E quindi sarebbe rischioso usarla solo in Nazionale. Bisognerebbe pure saper cambiare la disposizione tattica nel corso della stessa partita, come si fa nel basket».
— Ma se abbiamo paura ad Helsinki, a Wembley ce la faremo addosso.
«Ho già detto che i finlandesi sono temibili per il loro ritmo atletico. Ma per noi la partita sarà difficile anche perché metterà a dura prova il sistema nervoso. Quando c'è l'obbligo di vincere, non si può mai scendere in campo a cuor leggero. Se invece vinciamo ad Helsinki acquistiamo non dico la sicurezza ma almeno la tranquillità per la partita di Wembley ».
— Che novità ci sono in Inghilterra?
«Io continuo a seguirli, per scrupolo, ma non ho notato nulla di nuovo ».
— Don Revie però è contestato sempre di più.
«Non è certo contestato come lo sarebbe un allenatore italiano che avesse ottenuto i suoi risultati ».
— Ma dopo la sconfitta a Wembley contro l'Olanda, il pessimismo è aumentato e quindi la sfiducia in Don Revie.
«Contro quell'Olanda avrebbe perso qualsiasi squadra. Secondo me, invece, l'Inghilterra ha il merito di aver contenuto il passivo pur essendo scesa in campo a ranghi incompleti».
- Anche nelle coppe non è che il calcio inglese abbia spopolato.
«Però il Liverpool è arrivato alla finale della Coppa dei Campioni. Non mi sembra un risultato da poco ».
— Nella Coppa UEFA la Juventus ha eliminato i due Manchester e poi adesso ha cancellato i greci che avevano fatto fuori gli inglesi del Queen's Park Rangers.
«Tutto vero. Però la Juventus ha perso sia sul campo del Manchester City che su quello del Manchester United. In casa la tattica degli inglesi resta sempre quella: gli ospiti devono subire il pressing ».
— Gli inglesi hanno sbagliato tattica a Roma...
«E adesso se ne sono convinti anche loro. Hanno voluto imitare gli italiani, ma dovevano pur sapere che il gioco difensivo è troppo lontano dalla loro mentalità. Per noi abituati al difensivismo è stato difficile abituarci ad attaccare. Loro hanno il problema contrario ».
— Comunque vincendo ad Helsinki...
«Emulando l'Inghilterra nel risultato, a Londra potremmo giocare anche sulla differenza reti. Tanto più che da noi concludiamo le eliminatorie con due partite in casa, Finlandia e Lussemburgo, e quindi con il vantaggio di sapere in anticipo quanti gol servirebbero per andare in Argentina. Ma naturalmente se vinciamo ad Helsinki e pareggiamo a Wembley è fatta».
— Temiamo la Finlandia, ma il Lussemburgo no.
«Anche nel Granducato la nostra superiorità è stata schiacciante. C'è solo il problema della differenza reti, se dovessero andarci male gli incontri precedenti. Ma io spero proprio di no! ».
— Si parla del recupero di Rocca e del lancio di Pruzzo...
«Dei singoli non desidero parlare. Dico però che Pruzzo non meritava le critiche che ha ricevuto a Basilea. Era difficile giocare su quel campo. Era difficile per chi doveva servire Pruzzo ma soprattutto per lui che doveva ricevere quei passaggi».
— Quale il programma per l'incontro con la Finlandia?
«Stiamo sempre cercando un avversario per non rilassarci troppo dopo la fine del campionato. Ma sinora non l'abbiamo trovato ».
— Pensi che il duello all'ultimo sangue tra Torino e Juventus danneggerà la Nazionale?
«Io ritengo di no, perché la lotta esalta gli atleti. A Monaco nel 74 ci eravamo presentati rilassati ed andò come tutti sanno. I finlandesi avranno il vantaggio di giocare tranquilli perché il loro campionato non è certo stressante come il nostro. Ma l'anno scorso nella tournée americana mi sono convinto che noi alla fine del campionato abbiamo ancora energie da spendere».
— Per quarantacinque minuti...
«In America siamo crollati nel secondo tempo perché era impossibile durare novanta minuti giocando un calcio divino (non avevo mai visto giocare così bene). Ma se producessimo un gioco come quello che abbiamo prodotto in America, saremmo a posto ».
— Prepari qualche arma segreta?
«Non è il momento di fare esperimenti. Spero di poter schierare almeno a Wembley la squadra tipo, e conto molto anche su Bellugi ».
— A Bologna qualcuno gli ha dato del lavativo...
«Io invece sono convinto che Mauro non vede l'ora di rientrare. Ma non può permettersi un rietnro tranquillo come quello di Rocca; vista la situazione del Bologna. Per rientrare deve essere al meglio delle condizioni».
— E con Bellugi in mezzo all'area...
«Non perdiamo nemmeno a Wembley, parola di Bearzot!».
Storie di Calcio • email info@storiedicalcio.it
Enzo Bearzot - dopo i suoi viaggi di studio - tira le somme sull'operazione-mondiali, entrata ormai nella sua fase cruciale.
E sulla carta (aggiungendo pure Bellugi) i conti paiono tornare
Bearzot e ...
l'Argentina pitagorica
"...In America siamo crollati nel secondo tempo perché era impossibile durare novanta minuti giocando un calcio divino (non avevo mai visto giocare così bene)..."
ENZO BEARZOT Giugno 1977
Continua la rincorsa della nazionale per Argentina 78, in attesa della Finlandia, ecco il punto di Enzo Bearzot...