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Scovato il CT nel « buen retiro » di Auronzo lo abbiamo invitato a parlarci dell'immediato futuro azzurro. Nel tracciare a grandi linee i programmi italiani verso « Europa 80 » ha fatto anche un'analisi delle maggiori forze europee.
Quelle che l'Italia dovrà affrontare
Bearzot presenta il revival argentino
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AURONZO DI CADORE: Da ben ventisette anni Enzo Bearzot consuma spiccioli di riposo ad Auronzo, cittadina intrisa di cristianità e di umiltà. Nella minuscola via Triste, situata in un pendio che porta al lago di Auronzo o, per alcuni, di Santa Caterina, Bearzot ha fatto costruire una casa di due piani, semplice ed accogliente, con un giardino «all'inglese» che viene curato personalmente dal nostro citi.
E' in forma Bearzot. E' abbronzato e sorridente, a parte un leggero e fastidioso mal di schiena. Le cure alle quali si è sottoposto in Inghilterra («per guarire da tutti i malanni», sospira) hanno dato esito positivo: «Pensa — dichiara con soddisfazione : non fumo più dall'8 agosto. Incredibile ma vero ».
Le cento sigarette dei Mondiali sono forse soltanto un ricordo. Enzo è con tutta la famiglia: la moglie Luisa, il figlio Glauco e la figlia Cinzia, che sta ultimando la tesi di filologia classica su un testo di Isocrate.
Un caffé e una grappa (non devi mai rifiutare la grappa a un friulano», mi ammonisce) e l'intervista può iniziare.
— Per gli «Europei» l'Italia, in quanto paese organizzatore, è qualificata di diritto per la fase finale. Non pensi che questo possa essere deleterio? La mancanza di impegni ufficiali non potrà influire negativamente sui nostri giocatori?
«Non è mai uno svantaggio non avere il peso di una qualificazione. Basta pensare all'Inghilterra, che ci ha dato del filo da torcere prima dei Mondiali. Indubbiamente c'è anche il lato
GERMANIA OCCIDENTALE
«Può ancora allestire una grande squadra, senza dimenticare che i tedeschi difficilmente deludono in una grande competizione. In Argentina, se avesse battuto l'Austria, poteva arrivare quarta. Ma la fortuna non è stata dalla sua parte. La difesa dei bianchi è difficile da "bucare". Vogts? Non era certo quello degli ultimi anni e non era di certo lui a rendere forte la Germania. Kaltz e Russmann sono i pilastri difensivi tedeschi. Eppoi i tedeschi hanno una grande forza: quel 'valore morale' che li porta a soffrire per la patria e a “morire” sul campo. All'attacco, se riescono a trovare l'erede di Gerd Mùller, sono dolori per tutti. Fischer ricalca di più le caratteristiche del tipico centravanti tedesco, dato che è forte di testa e in acrobazia è molto valido. Deve ancora raggiungere un grado di maturazione completo».
FRANCIA
«E' stata subito esclusa dai mondiali, ma immeritatamente. Nel nostro girone, dopo l'Italia, era la squadra più forte. Per me, a Roma, i francesi si potranno ripetere. La squadra è giovane e non ancora soddisfatta di quello che ha fino ad ora ottenuto. Bisogna, comunque, vedere se i mondiali non hanno rappresentato una dura «mazzata psicologica». Devono anche cercare di non commettere l'errore, arrivati ad un certo livello, di credersi i più forti. La sicurezza ostentata in Argentina da Boulogne, docente di calcio in Francia, ha fatto più male che bene ai francesi. I singoli? Tresor non si discute. Eppoi ci sono i vari Michel, Bathenay, Lacombe, Berdoll e Bossis. Aspettando, naturalmente, il pieno recupero di Platini».
UNGHERIA
«Ha mancato il grosso appuntamento-Argentina, ma essendo una squadra giovane potrà risorgere presto. Pinter (viste le squalifiche di Torocsik e Nylasi) dovrebbe essere l'uomo-squadra in grado di preparare la grande riscossa».
CECOSLOVACCHIA
«Vedremo se riuscirà a ritrovare lo splendore di qualche anno fa. E' una squadra che cerca di ritrovare determinati valori ed è ancora in fase di rodaggio».
URSS
«La squadra, come al solito, sarà formata dai giocatori della Dynamo Kiev. Aspettiamo di vedere quello, che farà la Dynamo nella Coppa dei Campioni per avere l'esatta misura del livello attuale del calcio sovietico».
ITALIA
«E' abbastanza giovane per fare un buon campionato d'Europa. Abbiamo dei precisi punti di riferimento e giocherà la squadra che ha partecipato al mondiale. Non possiamo di certo buttare in mare tutto il lavoro svolto in questi ultimi tre anni. Naturalmente seguiremo con attenzione i giovani della "Under 21" e della "Sperimentale". Basta con gli anziani: ci teniamo quelli che abbiamo già. Nel calcio bisogna sempre guardare avanti e mai fermarsi».
— Altre amichevoli in programma?
« Entro l'anno giocheremo contro la Cecoslovacchia a casa loro e contro la Spagna in Italia. Tra l'altro: in Spagna vogliono dare la nazionalità ai giocatori argentini. Non è semplicemente ridicolo»?
— Parliamo di Kempes, che è stato eletto dai nostri lettori «Mr. Europa».
« E' un ragazzo molto veloce, ottimo di testa e tecnicamente preparatissimo. Contro di noi è stato marcato "spietatamente" da Gentile. Contro l'Olanda ha giocato una gran partita, anche se è stato lasciato inspiegabilmente libero nella zona della trequarti. Kempes è stato il filo conduttore di tutte le azioni importanti dell'Argentina. Fisicamente ben messo, è straordinariamente rapido nei movimenti».
— Non rimane che parlare di Enzo Bearzot...
« II mio discorso col calcio va avanti, ricerco sempre qualcosa di nuovo, la mia è una transizione continua. Il mio desiderio? Avere una squadra che, dopo tanti anni di lavoro, sia in grado di amministrarsi da sola. Vorrei arrivare all' automatismo morale', avere cioè un gruppo di giocatori preparato dal punto di vista umano e della responsabilità che sappia autoescludersi, vìvere da solo, capace di uno spirito di autocritica. Ma questa è un'utopia: si arriverebbe al giocatore, all'uomo ideale. Il mio merito calcistico? Aver fatto del giocatore italiano per anni 'specialista del ruolo', un elemento versatile».

ENZO BEARZOT SETTEMBRE 1978
Consuntivo di Enzo Bearzot sul Mundial argentino e analisi sul prossimo appuntamento degli Europei 1980...
negativo, in quanto la qualificazione già raggiunta ti impone degli obblighi ben precisi, almeno da un punto di vista morale: devi, cioè, davanti agli occhi di tutti, raggiungere la finale».
- A quali difficoltà psicologiche potrebbe andare incontro l'Italia in vista degli «Europei»?
« Il comportamento della squadra ai Mondiali induce all'ottimismo, che è da sempre il nostro peggior nemico. Ottimismo che in Italia significa presunzione, con il rischio di perdere quella modestia che da anni vado predicando. La modestia ti permette di non deludere mai, soprattutto contro quelle squadre - considerate facili sulla carta - che ti potrebbero condannare all'onta».
- Come verrà consumato questo arco di tempo che ci dividi dal «grande appuntamento»?
« II 1978 sarà un anno di transizione, mentre il 1979 sarà di preparazione intensa per gli Europei.
Molto dipenderà anche dalle squadre che incontreremo in amichevole. A proposito: quando affronti certe squadre non devi mai cadere nell'errore di poter giocare una pura e semplice amichevole. In Europa ci sono delle sfide storiche che in ogni momento trascendono dall'incontro pacifico. Italia, Inghilterra, Germania Occidentale, Olanda, Cecoslovacchia, Jugoslavia e Ungheria si affronteranno sempre per vincere, per ribadire certe superiorità. Le squadre danubiane e quelle del calcio nordico sono in lotta perenne tra di loro, da anni. E noi, che rappresentiamo la squadra pilota del calcio latino, siamo in lotta storica con il football danubiano, dato che il nostro calcio ha soppiantato il loro. Non per superiorità tattica, ma per una più brillante tecnica».
- Questi i primi appuntamenti azzurri: 20 settembre, Italia-Bulgaria a Torino; 23 settembre, Italia-Turchia a Firenze. Che Italia sarà?
« Penso che assisteremo a un revival mondiale, con la rassegna di tutti i reduci dall'Argentina. In caso di necessità ci potrebbe essere l'immissione di qualche giovane. Farà soprattutto testo il listino dei quaranta e non il risultato di amichevoli e Coppa Italia».
- Parliamo della Bulgaria.
«In verità ho un po' trascurato i bulgari, dato che le mie ultime "osservazioni" riguardavano le squadre impegnate ad affrontare il Mondiale. Il calcio bulgaro è abbastanza geometrico, conserva bene la palla e sa mantenere il vantaggio acquisito. Le individualità? Non so se riappariranno Bonev (centrocampista e 'cervello' della squadra) e Kolev, i due elementi più dotati tecnicamente».
- E la Turchia?
« Ho avuto un approccio col calcio turco ai tempi in cui allenavo l'Under 23.
Ho notato diversi progressi da parte di quel football e oggi non possiamo di certo definire la Turchia una squadra materasso. E non scordiamoci il pareggio della nostra Nazionale maggiore contro la Turchia, a Napoli per 0-0, in una partita per le qualificazioni per Monaco 74. Sul piano tecnico sono abbastanza preparati, ma hanno qualche problema di tenuta. Il loro punta forte è il centrocampo e buone cose fanno vedere anche all'attacco».
- Quali squadre saranno protagoniste agli «Europei»?
«Innanzitutto possiamo definire gli "Europei" un vero e proprio Campionato del Mondo. In quanto vi prenderanno parte le otto squadre più forti, Brasile a parte. L'Argentina non l'ho mai considerata una potenza: il calcio inglese, ad esempio, ha molto di più di quello argentino».

Bearzot passa in rassegna le sicure protagoniste del prossimo campionato d'Europa.
OLANDA
«Ha un gioco ormai super-collaudato, sia a livello di club che di Nazionale. L'Olanda è forte con o senza Cruijff: perché il calcio olandese è una scuola che trascende dall'asso. Ci sono degli esempi a conferma di ciò. Vedi i giocatori olandesi inseriti in squadre belghe; sono riuscite a portare il Belgio tra le "vedettes" d'Europa. In Argentina hanno messo in vetrina giovani dal sicuro avvenire, come lo stopper Brandts e il centravanti Nanninga. Questi olandesi giocano all'insegna dell'eclettismo e sanno fare davvero tutto».
INGHILTERRA
«Ha ritrovato i suoi valori tecnici, che sembrava aver smarrito. Dopo averci battuto a Wembley, ha collezionato una serie di risultati eccellenti. Ritroveremo gli inglesi a Roma più forti di prima. Le individualità di rilievo sono tante e di valore.Vedi Barnes del Manchester City, un'ala sinistra che ha moltissima classe, Case del Liverpool, che ha un tiro eccezionale ed è uno che corre molto, Thompson del Liverpool, stopper-libero dalla grande tecnica e Wilkins del Chelsea, un regista che calcia bene con i due piedi ed è un vero e proprio uomo-squadra. Senza trascurare i vari Keegan e quel Brooking, mezzala del West Ham, che è un tipo veramente in gamba».