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il FOOTBALL come lo abbiamo SOGNATO e AMATO
 
Nell'estate del 1990 ci sono i Mondiali in Italia. Le Notti Magiche, i
gol di Totò Schillaci, il pianto di Maradona e il Camerun.
Ripercorriamo le gesta di quella squadra di marcantoni venuti
dall'Africa Equatoriale per stupire il Mondo...
 
Durante gli anni 70 il Saint Etienne di Herbin si impone come una
delle più belle realtà europee vincendo cinque campionati (di cui
quattro consecutivi) e tre Coppe di Francia e con il grosso rimpianto
della finale di Coppa Campioni persa contro il Bayern nel 1976
 
In soli due anni, dal 1976 al 1978, Michel Hidalgo raccoglie i resti
della nazionale francese, ridotta a ruolo di comparsa, ed assieme ad
un manipolo di giovani campioni capeggiati da Michel Platini porta i
Bleus a primeggiare in Europa e nel Mondo
 
Verso la metà degli anni settanta arriva la Dinamo Kiev a soffiare
aria nuova nell'asfittico panorama del calcio sovietico. L'undici di
Valeri Lobanovski, soprannominato il profeta del calcio del 2000,
viene addirittua trapiantato integralmente nella nazionale sovietica.
 
Negli anni 70 l'esplosione di giovani di talento come Maier,
Beckenbauer e Müller contribuiscono a rendere il Bayern assoluto
dominatore in campo nazionale. Poi con gli innesti di Hoeness e
Breitner, arrivano tre Coppe dei Campioni consecutive
 
Un Presidente piacione, un luminare in panchina, un artista in cabina
di regia, una difesa muscolare, un centrocampo di velluto e frizzanti
attaccanti. Ecco come nacque il ciclo della squadra francese più
elegante di sempre.
 
Alessandro Gori, profondo conoscitore del calcio balcanico,
racconta l'epopea di una generazione di talenti purissimi capace di
portare la Stella Rossa all'unico trionfo slavo in Champions. Poi la
follia della guerra disperderà per sempre i semi del Grande Sogno.
 
L'Ajax di Cruijff, un mito, un marchio, un'icona come i Beatles e
Picasso.La storia dello squadrone olandese, forse il più esclusivo e
devastante di tutti i tempi e che seppe rivoluzionare il gioco del
calcio.
 
La Polonia di Gorski unisce il rigore difensivo e la fantasia offensiva
raggiungendo un compromesso sottile ma di successo tra
modernità e tradizione, dove ogni ruolo nel team è completamente
definito. Il tutto condito con una condizione atletica straripante
 
Raccogliendo i cocci delle precedenti esperienze mondiali, il ct Feola
riesce a plasmare una squadra all'avanguardia dove spettacolo,
tattica e atletismo si sposano perfettamente incarnando il prototipo
della squadra ideale: il Brasile 1958
 
Il club di Budapest negli anni 50 era l'ossatura della nazionale:
Puskas, Czibor, Kocsis...Il sogno del calcio ungherese rappresentato
splendidamente dalla Honved finisce sotto i cingoli
   
 
Il Malines visse un breve ma intensissimo periodo di successi
casalinghi ed europei alla fine degli anni ottanta, quando conquistò
la Coppa del Belgio (1986/1987), la Coppa delle Coppe (1987/1988),
la Supercoppa Europea (1988) e il campionato (1988/1989)
 
Cresciuti sotto le sapienti mani di Bill Shankly, il manager scozzese
che riportò il Liverpool in Prima Divisione, i Reds guidati prima da
Paisley poi da Fagan fecero letteralmente terra bruciata in Europa
conquistando ben quattro Coppe dei Campioni dal 1977 al 1984.
 
A metà degli anni 70 il Nottingham vivacchiava in Second Division. La
situazione cambiò radicalmente quando Brian Clough prese per
mano la squadra centrando la promozione. Nessuno avrebbe
potuto predire il successo che il Forest avrà nei successivi tre anni...
 
Mantovani costruì una squadra bella e concreta, degna
rappresentante di un altro modo di vivere il pallone, con tanti
campioni (Mancini, Vialli, Vierchowod, Pagliuca, Cerezo, Lombardo) e
altri giocatori che sarebbe riduttivo definire comprimari.
 
Su e giù, come su una giostra, alla velocità della luce. In queste
poche parole scarne e lapidarie, l'epopea del grande Parma, la
squadra frutto della laboriosa provincia italiana traghettata dal nulla
cosmico delle serie minori ai grandi palcoscenici europei.
 
Nei primi anni sessanta i portoghesi del Benfica, guidati da
Guttmann e con uno splendido Eusebio, irrompono a sorpresa nel
panorama europeo e detronizzano il Real Madrid. In cinque stagioni,
dal 60/61 al 64/65, ben quattro finali di Coppa dei Campioni e due
vittorie
 
I grandi trionfi europei del Milan dal 1988 al 1994: 3 Coppe dei
Campioni in 6 stagioni. Da Sacchi a Capello, due modi differenti di
intendere il calcio ma un solo obiettivo comune: la vittoria.
   
 
Quel Toro aveva anima e fierezza. E Radice sorride e aggiunge: "E
mentalità vincente. Andavamo in campo per imporre il nostro gioco,
contro tutti. Ci siamo quasi sempre riusciti, spinti anche dalla forza e
dall'immensa eccitazione della città".
 
Quella che iniziò a partire dal 1955-56 fu una vera e propria favola
calcistica che nel giro di pochi anni proiettò la squadra biancorossa
dall'anonimato della Quarta serie fino ai fasti della serie A.
   
 
Sven Goran Eriksson e la Roma: la storia di un'eredità difficilissima,
quella di Nils Liedholm. Nel campionato 1985-86 la sconfitta interna
con il retrocesso Lecce costò ai giallorossi un meritatissimo
scudetto.
 
Umberto Agnelli, sempre all'ombra del fratello Gianni, fu invece
l'inventore della primagrande Juventus del Dopoguerra portando in
Italia Charles e Sivori. Da Presidente della Federcalcio inventò la
stella del decimo scudetto.
 
Il Cagliari di Scopigno non è stato un expolit imprevisto, ma il frutto
di un'amalgama tra una società, una squadra, un gruppo di tecnici e
una tifoseria. Con il fattore umano sempre in primo piano,
l'allenatore filosofo realizzò così il suo Capolavoro.... 
 
Nel 1974 l'industriale Franco D'Attoma rileva un Perugia con un
piede in serie C e sommerso dai debiti. Insieme a Castagner e
Ramaccioni costruirà il più bel Grifone della storia raggiungendo il
secondo posto nella stagione 1978/79...
 
1977/78: Gli uomini di G.B. Fabbri stupirono l'intera penisola con un
calcio spettacolare mai visto giocare prima da una provinciale. E poi 
l'esplosione di uno straordinario Paolo Rossi, che a fine stagione
guadagnerà la Nazionale di Bearzot per i mondiali argentini.
 
Nati nel 1909, i nerostellati nel giro di soli 4 anni riuscirono ad
aggiudicarsi un insperato scudetto spezzando l'egemonia dei rivali
di sempre: i bianchi della Pro Vercelli.
  
 
Quando si parla di calcio in Italia, inevitabilmente non si può fare
riferimento al Genoa che oltre a vincere il primo Campionato
Nazionale, per quasi dieci anni dettò legge nelle vicende italiche del
football... 
 
Stagione 1974-75: Nella stagione immediatamente successiva al
Mondiale, un allenatore coraggioso decise di non limitarsi a
spargere il fumo delle chiacchiere, ma di passare senz'altro ai fatti.
   
 
Con l'avvento alla presidenza di Edoardo Agnelli e sotto la guida
dell'allenatore Carcano, giungono a Torino Caligaris, Ferrari, Borel II,
Varglien e gli oriundi argentini Orsi e Monti. La Juventus entra nella
storia del calcio italiano vincendo cinque scudetti consecutivi
 
Il Trap scrisse un memorabile decennio nella lunga storia della
Juventus. Una lunga catena di successi inziata, tra una grande
diffidenza, nel 1976 e concluda nel 1986. Ecco ripercorsi tutti i suoi
trionfi
 
Stagione 1957-58: raggiunge il suo apice il Padova di Nereo Rocco
che nel fortino dell'Appiani conquistò vette di gioco e di classifica
mai più raggiunte nella sua storia.
  
 
Fedullo, Andreolo, Sansone e «testina d'oro» Puricelli contribuirono
in maniera determinante a creare la leggenda del Grande Bologna
che nel periodo 1936-1941 vinse quattro scudetti...
   
 
A metà degli anni sessanta ci fu una squadra che dominò
incontrastata in Italia, Europa e nel mondo: l'Inter di Herrera e
Moratti, la Grande Inter.
   
 
La più grande di tutti i tempi, quanto a espressioni spettacolari e
forza d'urto nei suoi momenti d'oro, fu la grande Ungheria di
Gusztav Sebes, l'"Aranycsapat" (squadra d'oro). Fu fermata sull'orlo
della gloria massima dai tedeschi nella finale mondiale 1954
 
Nella terra dei tulipani alla fine degli anni sessanta nasce un nuovo
verbo: il Calcio Totale. Una generazione di talenti e un tecnico
rivoluzionario alla base della nazionale arancione che stravolse tutti
gli stilemi del football
 
Dal 1931 fino all'annessione nel Reich Nazista, la nazionale austriaca
guidata da Hugo Meisl e soprannominata "Wunderteam", squadra
meravigliosa, seppe dettare legge nel calcio europeo
  
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