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Italia '90 era diventata la Grande Occasione perduta. Fosse vera oppure no la tentazione di Matarrese di cacciare subito Vicini, per lui il Ct dopo Italia-Argentina non fu che un estraneo in casa, in attesa di adeguato rimpiazzo.
La Federcalcio, economicamente florida, poteva puntare ai più costosi tecnici di club.
Dal canto suo Vicini, che non era un cuor di leone, avvertendo il filo della lama molto vicino al collo reagi a modo suo: cercando di muoversi il meno possibile.
E andò incontro alla rovina.
Al ritorno dalle vacanze, il Ct stila il bilancio del Mondiale, lamentando l'assenza di vantaggi del fattore campo e l'atteggiamento non certo favorevole degli arbitri. Per tutta risposta, Matarrese soffia acido: «Vicini è scivolato su una buccia di banana con questa polemica. Era l'ultima permessa: non avrà un'altra possibilità di rialzarsi». Pochi giorni dopo, il Ct azzurro scivola per davvero, precipitando dal balcone di casa a Cesenatico e scampando alla tragedia grazie al telone di una pizzeria sottostante. Non appena esce dall'ospedale (frattura di un tallone), lo attendono le qualificazioni per gli Europei 1992, nel girone di Ungheria, Urss, Norvegia e Cipro.
Si qualifica solo la prima del girone. Gli azzurri perdono subito contatto con la testa impattando con Ungheria e URSS e la convivenza forzata tra Matarrese e Vicini si fa sempre più pesante.
Il cavallo di troia per "eliminare" il tecnico indesiderato si chiama Silvio Berlusconi, che a sua volta deve convivere con un Arrigo Sacchi ormai ripudiato da quasi tutto lo spogliatoio milanista.
Il cavaliere non ha dubbi e per liberarsi del tecnico evitandogli l'onta del licenziamento pensa a un brillante escamotage: vestirlo di azzurro. Si abbocca allora con Matarrese, il quale, impaziente di trovare un degno sostituto per Vicini, ha posato gli occhi su Giovanni Trapattoni, in partenza dall'Inter, ma se lo è visto sfuggire per un blitz di Gianni Agnelli, deluso dal "nuovo corso" di Maifredi alla Juventus.
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Capitolo I: Prologo
Los Angeles 1994
La Coppa "plana" negli Stati Uniti: stadi pieni e buon gioco.
Per la prima volta, la Coppa viene assegnata dagli undici metri. Il Brasile dopo 24 anni ritorna in cima al mondo.
E l'Italia di Sacchi finisce in lacrime
Quarta Coppa per il Brasile su un Italia tutto cuore
Il Ct fa finta di niente, ma si sente assediato. E perde la testa.
Il 5 giugno, a Oslo nel decisivo appuntamento europeo contro la Norvegia, privato dalla malasorte dei piedi buoni di Donadoni, Giannini e Baggio, rispolvera la formula dei podisti. La coppia Eranio-Lombardo sulla fascia destra si aggiunge a centrocampo a De Napoli e Crippa.
La Norvegia non è affatto una squadra di pellegrini: il Ct Egil Olsen manda in campo una squadra offensiva che sorprende gli azzurri, complici un paio di ingenuità difensive. Inutile il gol di Schillaci. E c'è pure l'espulsione all'ultimo minuto di Bergomi, appena entrato in campo.
Mentre la Sampdoria di Vialli e Mancini si avvia a vincere il primo scudetto della sua storia, una soffiata rende pubblica una parte del canovaccio: «Matarrese prenota Sacchi dal primo luglio - Vicini potrà rimanere fino agli Europei».
Siamo alla vigilia del ritomo con l'Ungheria, a Salerno. Stizzito, il Ct chiede ai suoi di giocare per lui. Rispolvera il modello Under che aveva spopolato agli Europei, con Crippa per Ancelotti e, in difesa, Ferrara per Bergomi, ripristinando il duo d'attacco Vialli-Mancini.
E un piccolo trionfo. Alla fine è 3-1,e l'operazione Arrigo viene rimandata nell'imbarazzo generale.
Matarrese rompe gli argini: «Ho pianto, nel vedere come siamo caduti in basso».
E ufficializza la sentenza: «Avrei dovuto decidere dopo Italia-Inghilterra del Mondiale: non l'ho fatto per concedere una possibilità a Vicini, ma ora non c'è più tempo da perdere. Dopo la certezza matematica dell'eliminazione dagli Europei, la guida della Nazionale sarà affidata a un uomo di provata esperienza nazionale e internazionale di club».
Il Ct "fantasma" è il gioco di società nel clan azzurro quando comincia la nuova stagione.
Pareggiando a Mosca, l'Ungheria regala a Vicini una estrema possibilità di riacciuffare gli Europei e dunque di beffare Sacchi. Per l'occasione, il Ct abbandona la prudenza, ma come al solito ha sbagliato i tempi: la sorpresa Lentini ha spaventato (e battuto) Byshovets nell'inutile trofeo Scania, ora l'avversario dispiega adeguate contromosse.
Il nulla di fatto che ci condanna nasce da una prova generosa, ma inefficace, con l'unico esito di un palo di Rizzitelli nel finale, a portiere battuto. Nel dopo-partita, tra gli scrostati muri della sala stampa dello stadio Lenin, Matarrese aziona la mannaia: «Siamo arrivati alla conclusione».
Il 15 ottobre 1991 Azeglio Vicini, rifiutatosi fino all'ultimo di rassegnare le dimissioni, viene esonerato. Tre giorni dopo, Arrigo Sacchi, interrotto il rapporto col Milan, firma il suo primo contratto da Ct. Dai 300 milioni l'anno di Vicini si passa al miliardo e cento milioni netti per la prima stagione del suo successore. Che poi otterrà una ancora più sostanziosa conferma.

1994 Brasile